| La collezione Leone Carlotti, di proprietà dell'Istituto Bonsignori di Remedello dal 1965, ha preso origine dalle ricerche del signor Gaudenzio Carlotti di Cavriana che, all'inizio del secolo scorso, raccolse e ordinò un'imponente massa di materiale archeologico e storico che custodì a lungo nella propria abitazione. Gli oggetti riguardanti la storia del Risorgimento, per volontà di Gaudenzio, confluirono nel Museo di Solferino e S. Martino, mentre la collezione archeologica restò nelle mani del figlio Leone che, volendo trasmetterla senza dispersioni, e dopo averla offerta a diverse amministrazioni comunali senza successo, la vendette all'Istituto Bonsignori di Remedello.
La collezione fu data in comodato al comune di Remedello e collocata nella chiesa della Disciplina. Intorno a questo nucleo di materiali nacque il Museo archeologico di Remedello, che successivamente si è arricchito, grazie all'attività del locale Gruppo archeologico in collaborazione con la Soprintendenza archeologica della Lombardia, di numerosi altri materiali.
La collezione è composta per lo più da reperti provenienti da insediamenti dell'età del Bronzo dell'area benacense.
Si tratta di reperti ceramici, litici, di osso e di legno, in ottimo stato di conservazione, che riflettono molti aspetti della vita quotidiana, databili alla cultura di Polada (Bronzo antico) e alla cultura palafitticolo-terramaricola (Bronzo medio e recente). I pochi materiali che presentano indicazione dei loro ritrovamenti provengono da Bande di Cavriana, Barche di Solferino, Lavagnone, Cattaragna e Peschiera.
Un piccolo nucleo di materiali risale all'età del Ferro e per alcuni reperti si possiedono i dati sulla provenienza da Valeggio sul Mincio e Castellaro Lagusello. |