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CASTELLO BONORIS |
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| www.montichiarimusei.it |
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| Via Trieste, 26 - 25018 - Montichiari -
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| Imponente realizzazione ben visibile già da lontano, sorgendo a mezza costa dall'altura su cui si eleva. Con la cupola del Duomo contribuisce a caratterizzare il particolare sky-line monteclarense, fra i più belli del bresciano. Oggi si presenta in una versione ben diversa dalle sue origini risalendo al X secolo quando, Berengario I, eletto re d’Italia, consentì che gli abitanti, per proteggersi dalle invasioni, difendessero i borghi con delle cinte murarie.
Le mura vennero man mano rafforzate con torri, fossati, porte fortificate, camminatoi di ronda, ponti levatoi, assumendo l’aspetto di una rocca che acquisì, con l’affermarmarsi dei conti Longhi, per circa 200anni e fino alla fine del XII sec, una vera e propria funzione strategica di rilievo essendo al centro di un esteso feudo.
Con il passare degli anni e l’introduzione delle armi da fuoco la rocca perse la sua efficacia ed iniziò una costante e lenta decadenza e rovina.
Nel 1890 Gaetano Bonoris (1861 - 1923), un ricco banchiere di origine mantovana, legato alla corte sabauda dalla quale aveva ottenuto il titolo di conte, individuò nei ruderi del castello la realizzazione di un proprio sogno: avere un castello degno di ospitare il Re Umberto I e la Regina Margherita, che furono già ospiti del Conte Bonoris nella sua villa dove egli era solito risiedere.
Con l’acquisto dei terreni e dei resti abbandonati dal comune di Montichiari, il Conte potè dar via alla realizzazione del sogno che ebbe per lui inizio nel 1884 quando vide, all’Esposizione Nazionale di Torino, l’incatevole ricostruzione, nel Parco del Valentino, di un borgo medievale con la relativa rocca che rappresentava il meglio dell’architettura piemontese e valdostana.
Diede allora il compito di effettuare una riproduzione fedele di un castello medievale con torri e mura merlate da adibire a dimora al più famoso architetto bresciano di quei tempi :Antonio Tagliaferri.
I rapporti tra il Tagliaferri ed il conte Bonoris durarono ben poco. Infatti nel 1892, anno in cui iniziarono i lavori, cessarono i rapporti tra loro, subentrando a quel punto l’architetto Carlo Melchiotti che diresse i lavori dal 1895 al 1900, ultimando la fortezza . All’immagine di fortezza originaria subentrò un castello di suggestioni romantiche, integralmente ispirato a quello del Borgo del Valentino a Torino.
L’ingresso si presenta con ponte levatoio principale, con a lato un accesso più piccolo per pedoni, torrette dalla merlatura a coda di rondine e la facciata affrescata con lo stemma di Montichiari e S. Pancrazio, patrono della città.
All'interno vi è un ciclo pittorico di Giuseppe Rollini, artista torinese che eseguì i dipinti anche nel castello del Valentino. Il castello è aperto al pubblico con visite guidate da aprile a ottobre ogni domenica dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 14,30 alle 19,00. Nei giorni infrasettimanali, l’accesso è consentito con visite guidate a gruppi di min. 20 persone , previa prenotazione. |
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| Link: www.prolocomontichiari.it |
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