| E’ condotto da una famiglia con esperienza ormai ultradecennale. Animali da cortile, caprette, vitigno, orto e giardino sono quotidianamente ed amorevolmente seguiti, con tutti i benefici che ne seguono a chi deciderà di sostarvi. Qua è possibile pernottare ed effettuare escursioni con calesse trainato da cavalli. Vi è una saletta attrezzata per tenere lezioni didattiche utili per le visite anche di scolaresche.
- Quinzano. L’interessante centro della Bassa bresciana si presenta con una grande piazza su cui s’affacciano edifici importanti ed i portici progettati dal Cusi, un allievo del Vantini. Nel centro abitato vi sono anche altri interventi progettati direttamente dal grande architetto neoclassico bresciano ed altre opere attribuibili alla sua scuola. Da visitare la parrocchiale, dedicata ai santi Faustino e Giovita, eretta sulla lieve altura dell’antico castello demolito. Altre architetture sacre sono la Disciplina, San Rocco, San Giuseppe ma soprattutto la Pieve, ubicata all’interno del cimitero. Era già esistente prima del Mille e conserva affreschi romanico-bizantini databili fra XII e XIII sec. L’area circostante il manufatto del Chiavicone si presta per una breve sosta da pic-nick.A
A) LA DIREZIONE SUD ( versoMonticelli d/O.- Pontevico ).
Per la descrizione delle località sottosegnalate vedi il punto di noleggio 2 Monticelli d’Oglio, Pontevico
B) LA DIREZIONE NORD ( verso Orzinuovi-Rudiano ). Lasciato il centro abitato e attraversata la provinciale IX alla rotonda, un portale curioso: Il casi d’Emanuele. Un altro portale monumentale è a poca distanza e consente di accedere ad una delle più estese e monumentali architetture rurali del bresciano: il Castelletto. Si trova sulla strada per Borgo San Giacomo. Ritornando sulla ciclabile asfaltata si giunge ad Acqualunga, località di rinomata tradizione culinaria nel comune di Borgo San Giacomo. Vari i palazzi e le corti rustiche accessibili dalla contrada, fra cui villa Della Volta e palazzo Fè d’Ostiani, oggi Paderno ( privato ), con bellissima terrazza-giardino sull’alveo del corso fluviale.
Proseguendo nella direzione Orzinuovi si avvista, sulla lieve altura, il bellissimo borgo di Villagana (vedi schede n°??), località del comune di Villachiara (anche il capoluogo, in verit�, meriterebbe d’essere visitato). Prima di salirvi si consiglia di lasciare la strada asfaltata per prendere quella sterrata, sulla sinistra. Consentirà di accedere all’Isola dell’Uccellanda, importante Riserva Regionale del Parco Oglio Nord. Piacevolissime camminate nel verde fra melodiosi cinguettii delle più diverse specie. Salendo invece per Villagana, sul muro in mattoni a vista è murato un “ leone marciano “ in forte rilievo e di ottima fattura. Imponenti le storiche architetture rurali, alcune ancora attive, fra cui l’ azienda San Giacomo, fra le più importanti della provincia bresciana. La Villa-Palazzo che fu dei Martinengo è da tempo adibita a ristorazione. Bellissima la corte interna con pozzo d’acqua e, poco discostata, la chiesetta annessa.
In direzione Orzinuovi si giunge a Barco, storica località caratterizzata dal castello residenziale dei Martinengo. La strada sterrata in discesa porta alla Riserva Regionale Bosco di Barco o, seguendo lo sterrato a lato del corso d’acqua ai piedi del castello, si continua sulla ciclabile in direzione nord. Orzinuovi merita sicuramente una uscita dal tracciato della ciclabile e dedicarci qualche ora. Scenografica la piazza, praticamente un largo asse stradale su cui s’affacciano bei edifici. Ci si limiterà a citare il rinascimentale palazzo Obici-Maffei, il cinquecentesco palazzo comunale con tracce preesistenti e la parrocchiale. L’antico castello, già importante fortificazione voluta dal comune di Brescia in età medievale e poi estremo baluardo per la Serenissima Repubblica sul confine occidentale, seppur rimaneggiato nei secoli, ha mantenuto qualche traccia del suo glorioso passato. Oggi è sede del Parco Regionale Oglio Nord. La cittadina della Bassa ha mantenuto due porte urbiche entro cui fanno bella mostra gli emblemi di appartenenza alla Repubblica di Venezia: i leoni marciani, qua nella tipologia “ andante”. Un altro è ben murato sull’edificio comunale, presso la parrocchiale e, nella tipologia in moleca, è invece murato sul torrione del castello. Ritornando sulla ciclabile si percorrono vari chilometri in aperta campagna o all’ombra di fasce boscate che rendono piacevole l’itinerario. Per visitare l’abitato di Roccafranca è necessario abbandonare il bel paesaggio attraversato. L’antico castello dei Martinengo è oggi in gran parte un rinomato locale della ristorazione. Uno stemma marmoreo del più potente casato nobiliare bresciano è collocato sul portale del castello. La chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Gervasio e Protasio, è da visitare sia per le opere che contiene che per la cura con cui è tenuta. La statua della Madonna, nell’omonimo altare sulla parete destra, è di particolare fattura, probabilmente della bottega dei Fantoni. Allungandola di qualche chilometro si potrebbe giungere a Ludriano, caratterizzato dalla bellissima villa Suardi che, seppur visibile solo dall’esterno, lascerà un buon ricordo. |