| Il Museo Civico di Manerbio ha sede nell'ala seicentesca di palazzo Luzzago, edificio storico nel quale si trovano anche gli uffici del Comune e la biblioteca.
Il Museo venne inaugurato nel 1985 per garantire una sede adeguata ai numerosi e significativi reperti che erano progressivamente venuti alla luce nel corso degli anni, grazie alle ricerche di superficie e agli scavi archeologici condotti dal Gruppo Storico Archeologico di Manerbio e concessi in deposito dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia, che segue e dirige tali attività.
Il patrimonio attuale del museo ammonta a diverse centinaia di reperti, esposti secondo un percorso evolutivo; in ambienti annessi alle sale espositive si svolgono i laboratori didattici, si trovano la sede del Gruppo Storico Archeologico manerbiese, lìufficio per il personale del Museo e depositi attrezzati per l'organizzazione e la catalogazione dei reperti.
Attraverso i reperti esposti, provenienti tutti da Manerbio e dal territorio circostante, è possibile ripercorrere l'evoluzione del popolamento nella zona centrale della Bassa bresciana e dei rapporti commerciali e culturali che lo interessarono, dal periodo Neolitico (VI millennio a. C.) al XVII secolo.
Manufatti in selce lavorata e frammenti di vasi 'a bocca quadrata', ceramiche e pugnali in bronzo, frammenti ceramici che indicano la presenza di contatti con genti etrusche documentano le epoche più antiche. Significativi reperti, quali le dracme in argento, attestano l'importanza della zona di Manerbio all'interno dell'area territoriale prescelta dai Galli Cenomani per il loro stanziamento a partire dal IV secolo a. C. L'età romana è testimoniata da numerosi corredi tombali e, per quella altomedievale, sono esposti frammenti di ceramica dalla tipica decorazione a traslucido e a stampiglia, oltre all'unica moneta nota in Italia del re Ariperto I (653-661 d. C.). A botteghe locali di ceramiche rinascimentali appartiene il ricco campionario di produzioni che chiude cronologicamente il percorso espositivo. |