
Concorso Fotografico
I partecipanti e i vincitori del concorso fotografico sui paesaggi della pianura bresciana.
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una sequenza di fotografie raccontano la pianura bresciana con le sue ricchezze artistiche e culturali.
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Storia dell'agricoltura moderna nella Bassa Bresciana
A CURA DI: PrefazioneIl territorio della Bassa Bresciana, attraversato da ben 3 fiumi (Oglio, Mella e Chiese) ha consentito, sin dal primo insediamento umano, la pratica agricola. Questo, grazie ai terreni fertili e alla presenza di acqua abbondante che hanno consentito un veloce sviluppo antropico unito al pratico bisogno di cibo del quale ha normalmente bisogno una popolazione. Cenni StoriciSi pensa che la prima specie vegetale a essere coltivata nel territorio pianeggiante sia stata il Sorgo di varietà rossa, pianta decisamente nordica, qui naturalizzata dalle popolazioni celtiche-cenomiche a partire dal 500 a.C.; in epoca romana invece la varietà precedentemente citata lasciò lo spazio al Frumento Esapolide (Tritticum Aestivum), noto ancora oggi come Grano particolarmente tenero e utilizzato per la panificazione. Con le prime invasioni barbariche si sviluppò decisamente in tutto il territorio bassaiolo l’Erba Medica (Medicago Sativa), subito ribattezzata “Spagna” dalle popolazioni locali in quanto fu li per la prima volta coltivata dai barbaro-siriani provenienti dalla regione dei due fiumi (mesopotania) che la diffusero nell’Iberico paese europeo. Anche durante il Regno Longobardo proseguì questa tendenza mentre con la nascita della Repubblica di Venezia (742), si cominciò a percepire il territorio come divisibile in “zone vocate”; fu così che la pianura, sia quella lombarda che quella veneta diventò una grande macroregione più simile a una “Valley” americana; ogni area, per ordine del Doge e dei “Ministri per il Colto e l’incolto agrario” sviluppava ogni area al suo interno la propria coltura, in breve tempo la Bassa bresciana diventò territorio di Frumento Tenero (Formèt), Erba Medica e altri prati, per di più stabili come: Festuca, Erba Mazzolina, Loiessa, Loglio, Coda di Topo, Poa Pratense e Avena Altissima oltre alle apprezzate ma ormai oggi coltivate altrove Patate e Canapa Sativa, quest’ ultima bandita, (in quanto confondibile con la varietà “Indica” negli anni ‘ 50 del XX Secolo). Fu poi una vera e propria rivoluzione l’introduzione del Mais che nella pianura bresciana (1630) trovò subito un habitat pedoclimatico adatto oltre al grande interesse da parte di agricoltori che lo reputarono utile per ogni applicazione, dall’ alimentare allo zootecnico e addirittura per scaldarsi; sempre con la stessa tendenza monoculturale procedette anche durante il Regno Lombardo-Veneto lo sfruttamento della risorsa maidicola, particolare di questo periodo l’utilizzo di gelsi ( molti espiantati durante il fascismo) per separare le proprietà fondiarie. Vi fu in seguito l’unificazione Italiana con la massiccia richiesta del latte vaccino proveniente dalla Pianura Padana che fece diffondere in tutta la Bassa bresciana le ancora oggi note aziende cerealicole-zootecniche da Latte. Con il fascismo la pratica monoculturale fu resa meno radicale e furono studiati sistemi di rotazione e avvicendamento agrario come il ben noto “rinnovo, depauperante, miglioratrice” unito a una utilizzazione intensiva e il più possibile meccanizzabile dei territori, sfruttando al massimo ogni singolo lembo di terra (non coltivate fiori, coltivate granturco ! ). La fine dell’ autarchia e più in generale del Fascismo segna per l’agricoltura bassaiola un periodo di grandi certezze, se in Città infatti le macerie e le fabbriche chiuse per lo stato di guerra hanno portato ad un’ assidua carenza di cibo, in campagna si riesce ha sopravvivere di sussistenza o in alternativa vendendo i prodotti che la terra offre, per la “legge del mercato” i prezzi dei generi alimentari cominciano a salire per poi ristabilizzarsi e tornare nella media con gli aiuti del piano Marshall che fece tra l’altro sviluppare anche al Sud la coltivazione del Frumento, in questo caso duro (Tritticum Durum) , utilizzato per la produzione di Pasta. Con la “Rivoluzione Verde” e l’avvento dei fitofarmaci (1963) si sviluppo anche nella Bassa l’ ormai superata “mentalità chimica” che portava a considerare solo la produzione a discapito della qualità del prodotto, casi noti furono infatti quelli delle falde inquinati da Nitrati e Trazine (le ultime messe al bando nel 1989) oppure il più recente del Bromuro di Metile, utilizzato per anni per la disinfestazione totale dei terreni e la messa in coltura di alcune orticole, reso illegale dal 2003 dalla Unione Europea. |